educazione e istruzione doveri dei genitori

Diritto del minore e doveri dei genitori in materia di ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE

Quando una coppia contrae matrimonio (non uso a caso il verbo contrarre perché di un contratto si tratta) assume una serie di doveri, o come si dice in gergo di obbligazioni.

Queste obbligazioni sono specificamente previste nel nostro Codice Civile: Libro Primo, Titolo VI, Capo IV Dei diritti e doveri che nascono dal matrimonio. Articoli 143, 144 e 147. Chi si è sposato li conosce o dovrebbe conoscerli (fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione, coabitazione, indirizzo familiare).

Nello specifico risulta di particolare importanza l’art. 147 CC. Intitolato “Doveri verso i figli” obbligo che non si scioglie per effetto della separazione coniugale. Questa norma recita: “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 315-bis.”.

L’art. 315 bis poi dice, a sua volta: “Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.”. Ma anche Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.”. E non solo “Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa.”.

L’art 316 CC. pone poi la cd. Responsabilità Genitoriale, che implica la assistenza (morale e materiale), la tutela e il controllo sulle inclinazioni naturali e le aspirazione dei figli, da esercitarsi attraverso la istruzione e la educazione. In questo compito l’articolo successivo, 316 bis, dispone in capo ai genitori il concorso degli oneri “… in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.”. Prevedendo in caso di mancanza l’intervento degli ascendenti (cioè dei nonni).

Ecco, il quadro delineato in sintesi pone un reciproco confronto fra i doveri dei genitori verso i figli e i corrispondenti diritti del figlio verso i genitori.

Questo confronto si risolve, non solo e non tanto nella obbligazione (per i genitori) o diritto (per i figli) al mantenimento, ma quanto pure nei diritti/doveri alla educazione ed alla istruzione dei figli, che poi sono principi e obblighi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana, all’articolo 30 “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.”.

Ma allora cosa significa Educare? E cosa significa Istruire?

Sono infatti concetti diversi: si può essere istruiti ma non educati, e viceversa.

E lo vediamo spesso, nei rapporti quotidiani con gli altri.

Educare, dal latino educere, riporto dal Vocabolario Treccani, significa: “Promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona, specialmente di giovane età”. Implica, cioè, lo sviluppo delle facoltà morali e spirituali, il senso del bello e del pensiero critico.

Istruire, invece dal latino instruĕre, «preparare, costruire, insegnare», vuol dire “Far apprendere, con un insegnamento teorico o pratico, e di solito organico, una serie di nozioni relative sia a una materia o a un’arte, sia all’esercizio di una particolare attività”.

Se, quindi, la nostra Costituzione, ma anche il contrarre matrimonio, hanno voluto abbinare i concetti di Educare ed Istruire a tutela dei figli e in generale delle nuove generazioni, ciò significa che, accanto da una opera di acquisizione di nozioni (istruire), devono accompagnarsi le acquisizioni dei valori (educare).

Entrambi questi aspetti vanno cioè perseguiti.

E questo compito, o dovere, nell’interesse delle generazioni, compete anzitutto alla famiglia e cioè ai genitori, ma anche e non in misura minore allo Stato e quindi alla Scuola.

Come genitori abbiamo, quindi, un preciso dovere di esaminare e di valutare la Scuola dove i nostri ragazzi andranno a studiare, per essere sia educati che istruiti.

Così come valutiamo, preventivamente, quale auto acquistare, o quale ristorante scegliere, ancor di più occorre esaminare e per tempo a chi affidiamo il difficile compito della crescita spirituale e intellettuale dei nostri figli.

Enrico Zuliani si laurea col massimo dei voti in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste, discutendo una tesi sulla “risarcibilità degli interessi legittimi lesi dalla P.A.” Ottenuta l’abilitazione alla professione forense si è occupato inizialmente, come legale d’azienda del gruppo Fininvest spa, di vertenze immobiliari e societarie, per poi esercitare in proprio presso il Foro di Treviso dal 1992.

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Enrico Zuliani
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