uso responsabile di whatsapp

RESPONSABILITA’ (GENITORIALE) PER UTILIZZO DI WHATSAPP

Quale è la responsabilità dei genitori per l’uso di whatsapp?

Ormai l’utilizzo della messaggistica via web è diventata una prassi.
Soprattutto whatsapp è il veicolo principe dei rapporti fra le persone: più del telefono, più delle mail e più della corrispondenza.
Soprattutto i nostri figli comunicano e si scambiano informazioni attraverso questi canali.

Cosa si può o non si può dire o fare via Whatsapp?

Anzitutto occorre premettere che l’applicazione va esente da qualsivoglia responsabilità per l’utilizzo che l’utente compie. E del resto il singolo accetta, prima di godere della piattaforma, una serie di clausole (www.whatsapp.com/legal).
E quindi se riceviamo dei messaggi o indirizzi non conformi alle condizioni di utilizzo non potremo che prendercela con chi ci ha inviato quel messaggio.
E parallelamente se inviamo messaggi che violano i termini di servizio accettati ci esponiamo a profili di responsabilità, civile e penale.

E come genitori, a quali doveri siamo chiamati per l’uso di Whatsapp?

Occorre sapere, quindi, che alcune attività sono assolutamente vietate.
Ciò è assai importante per l’utilizzo che viene fatto dai nostri figli.
E così:

  • non è possibile utilizzare l’app. per inviare materiale coperto da copyright;
  • non è possibile pubblicare messaggi assolutamente falsi;
  • non è possibile inviare contenuti o messaggi illegali, perché osceni, diffamatori, minacciosi, palesemente razzisti e così via.
  • Non ultimo l’uso di wapp è consentito in generale solo ai maggiori di 13 anni. Ma se si risiede in un Paese Europeo l’età richiesta è di 16 anni.

Ove l’utente non abbia l’età richiesta, i termini e le condizioni del servizio devono essere accettate dal genitore.
Dobbiamo quindi conoscere ciò che i nostri ragazzi si scambiano e soprattutto occorre informare i figli delle responsabilità a cui noi stessi siamo potenzialmente esposti.

Enrico Zuliani si laurea col massimo dei voti in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste, discutendo una tesi sulla “risarcibilità degli interessi legittimi lesi dalla P.A.” Ottenuta l’abilitazione alla professione forense si è occupato inizialmente, come legale d’azienda del gruppo Fininvest spa, di vertenze immobiliari e societarie, per poi esercitare in proprio presso il Foro di Treviso dal 1992.

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Enrico Zuliani
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